Catalogo

Evento al Museo

 

15/06/2009
Calzature da sogno 9 maggio - 28 giugno
La mostra “Calzature di Sogno”, curata da Donata Grossoni, intende evidenziare la straordinaria qualità della produzione di scarpe in Toscana, che è ancora tra i fondamenti del Made in Italy, in

cui si condensa il know-how dell’artigianato locale, portato ai massimi livelli internazionali della haute couture da marchi prestigiosi come Cavalli, Ferragamo, Gucci, Pucci, Gherardini.
La scrupolosa scelta dei materiali, associata alla ricerca stilistica, ha saputo realizzare sogni di bellezza che hanno calzato i piedi delle donne di tutto il mondo, e di cui è testimonianza

esemplare il décolleté in coccodrillo marrone appositamente creato da Ferragamo per Marilyn Monroe.
In mostra sono presenti modelli prodotti tra gli anni Cinquanta e Settanta, proveniente dalla Galleria del Costume di Palazzo Pitti di Firenze e da collezionisti privati,scelti per rappresentare la

varietà e la ricchezza della produzione sia nei modelli da giorno che da sera: calzature che nella loro esemplare bellezza si pongono quali testimonianza di una genialità che trascende il carattere

“stagionale” della moda.
L’ esposizione,si propone di divulgare con gli altri grandi stilisti toscani Gucci e Gherardini, la conoscenza della nostra prestigiosa tradizione calzaturiera e documenta l’evoluzione del costume e

della moda dagli anni ‘30 agli anni ‘70 del Novecento, arrivando alla contemporaneità.
In mostra alcune opere giovanili di Andy Warhol degli anni Cinquanta, definite “Pre-Pop Art”, in particolare quelle del biennio 1955/1957, che riguardano i disegni e collage di “calzature” che

l'artista americano realizzava per la fabbrica di calzature “Palizzio” che si trovava a New York al n.100 di Broadway (Soho).
A fianco di Warhol cinque litografie degli anni Sessanta e Settanta dell''altro esponente della Pop Art, Allen Jones.
Il tema della calzatura continua ad essere declinato anche da artisti contemporanei, quali:
Angelo Rinaldi che ha realizzato scintillanti e suggestive scarpe “da favola” in vetro e cristallo.
La giocosa fantasia creativa che distingue Angelo Rinaldi, scultore, design e attento conoscitore delle tradizionali tecniche vetrarie veneziane che reinterpreta dando vita a un vasta gamma

cromatica a imprevisti giochi di luce, ha ideato in chiave moderna e con divertita fantasia, la scarpetta di Cenerentola. Un'esemplare arriva al Mac,n dalla collezione di Luigino Rossi a Stra.
Roberto Fallani che arricchisce i modelli con inserti di materiali simulanti metalli preziosi o bulloni, borchie, incastri di ingranaggi dorati, che dimenticano la loro funzione meccanica per

trasformarsi in puri elementi decorativi, mentre i tacchi ricoperti di metallo duttile volutamente ‘ammaccati’ o deformati, ma pur sempre stabili, trasportano la scarpa in una atmosfera

squisitamente surreale, esaltandola come opera d’arte esistente per se stessa.
Paola Crema, con gusto fantastico e bizzarro, e infaticabile attitudine alla sperimentazione, propone sue scarpe-gioiello, frutto di nuove espressioni di creatività.
La mostra è corredata dal catalogo omonimo (edizioni Polistampa di Pisa) in cui compaiono gli interventi di Ornella Casazza, direttrice del Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, Caterina Chiarelli,

direttrice della Galleria del Costume di Palazzo Pitti, di Silvia Ciappi, Donata Grossoni, Paola Luciani e Luigino Rossi.
Con il sostegno della
Cassa di Risparmio e Pescia S.p.a.




Al Mac,n Museo d’Arte Contemporanea e del Novecento di Monsummano Terme, è stata naugurata la mostra “Calzature da sogno”. L’iniziativa, elaborata dal comitato scientifico del Mac,n si

pone tra gli eventi più significativi per il nostro territorio.
Oggi infatti, la calzatura, per la nostra città è diventata un segno d’identità, rappresentato da una produzione di grande rilevanza con un corredo di sapienza artigianale, di conoscenze tecniche e

processi di lavorazione iniziati alla fine dell’Ottocento e che a partire dagli anni ‘60 del secolo scorso hanno contribuito al miracolo economico monsummanese. I due Musei cittadini il Mac,n e il

Museo della Città e del Territorio hanno deciso di intraprendere un’azione comune per sottolineare la valenza, storica, economica, artistica ed estetica della scarpa, espressione della grande

tradizione artigiana, in particolare toscana e monsummanese.
Al Mac,n sarà documentato l’evolversi della calzatura dagli anni ’30 agli anni ’70 del Novecento attraverso le creazioni, le sperimentazioni e gli abbinamenti inusuali provenienti da due importanti

collezioni, divenute punti di riferimento della produzione italiana della calzatura. Dalla galleria del Costume di Palazzo Pitti provengono prestigiosi modelli di Ferragamo ma anche di Mantelassi,

di Cavalli, di Pucci, di Zanobetti, di Beltrami, di Lensi, di Chiostri e di Bolens e dalla collezione di Luigino Rossi a Strà arrivano le fiabesche calzature di Angelo Rinaldi insieme alle

contemporanee e  preziose calzature di Roberto Fallani e Paola Crema.
Prosegue il percorso con gli acquarelli di uno tra i più importanti esponenti della “Pop Art” negli USA: Andy Warhol le cui prime espressioni artistiche sono legate alla scarpa  e in particolare alle

scarpe da donna soprattutto  quelle del biennio 1955/1957, che riguardano i disegni e collage di “calzature” che l'artista americano realizzava per la fabbrica “Palizzio” che si trovava a New York

al n.100 di Broadway (Soho).
A fianco di Warhol cinque litografie degli anni Sessanta e Settanta dell''altro esponente della Pop Art, Allen Jones. Infine, non poteva mancare una scarpa interamente realizzata col cioccolato dal

Maestro Cioccolatiere monsummanese, Andrea Slitti, un’altra produzione d’eccellenza per la quale la città di Monsummano Terme si è fatta conoscere dalla stampa nazionale e internazionale.
Al Museo della Città e del Territorio, alla fine di maggio sarà inaugurato il percorso“ Molti passi – dall’artigianato della scarpa al distretto calzaturiero della Toscana” che analizzerà il fenomeno

dell’attività produttiva calzaturiera dal dopoguerra fino all’avvento della produzione meccanizzata e alla nascita del distretto industriale calzaturiero di oggi.
Attraverso immagini storiche, documenti, calzature, strumenti per la lavorazione delle scarpe saranno analizzati i cambiamenti sociali, culturali e urbanistici che sono stati la naturale conseguenza

della trasformazione delle imprese familiari in grandi industrie.
Verrà analizzata in modo cronologico il numero, la dislocazione e la differenziazione produttiva delle aziende calzaturiere, uno spazio particolare alla calzatura che ha reso Mosummano famosa

nel mondo: Il mocassino. A completare il percorso la pubblicazione di un volume monografico della produzione calzaturiera monsummanese.
Info:  lunedì 9,00 – 12,00;
mercoledì, giovedì, venerdì 16,00 – 19,00;
sabato e domenica 9,00 – 12,00 – 16,00 – 19,00.
Chiuso il martedì e il 9 giugno.
Ufficio Cultura Turismo Tel. 0572.959241
Punto Informa Tel. 0572.954412